Diritto di accesso agli atti (non meramente privatistici) delle Federazioni Sportive Nazionali: interessantissima decisione “propulsiva di rigetto” delle Sezioni Unite del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI [5 ottobre 2017 n. 74]

Non rientra nella giurisdizione del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI la materia dell’accesso ai documenti delle Federazioni Nazionali, neppure sotto il profilo residuale di cui all’art. 54 comma del Regolamento di Giustizia Sportiva, poichè la dizione “avverso tutte le decisioni non altrimenti impugnabili nell’ambito dell’ordinamento federale” deve continuare ad essere intesa solo come possibilità di impugnare provvedimenti decisionali pur sempre degli organi di giustizia federali.
Sussiste tuttavia un rapporto da genus a species tra l’ordinamento statale e quello sportivo, avendo il secondo il carattere dell’autonomia, ma non anche dell’autosufficienza, dunque esistendo esso in quanto riconosciuto dal primo: ne consegue che i principi dello Stato in tema di trasparenza hanno valore fondamentale e generale anche negli ordinamenti settoriali (cfr. Legge 241/1990, D.Lgs. 33/2016, D.Lgs. 97/2016), sicchè è altamente auspicabile che – accanto i noti principi di lealtà, probità e correttezza – il legislatore dello sport ponga il principio di trasparenza, affrontando la ormai non più rinviabile questione dell’adeguamento delle regole dell’ordinamento sportivo ai principi generali di libertà e diritto di accesso di ciascun soggetto alle informazioni possedute dagli organismi, che del sistema sportivo sono componenti, nell’ambito in cui essi esprimono funzioni non meramente negozial-privatistiche.
[Armando Argano]

Consulta e scarica Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, Sezioni Unite, 5 ottobre 2017 n. 74

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