Il Revisore dei Conti della Lega Nazionale Dilettanti di calcio è soggetto o no alle sanzioni disciplinari sportive? [Collegio di Garanzia dello Sport, Sez. Unite, 19 maggio 2020 n. 23]

L’art. 2 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC entrato in vigore l’11 giugno 2019, rubricato “Ambito di applicazione soggettivo“, stabilisce che all’osservanza delle norme disciplinari sono tenuti “le società, i dirigenti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale” e pertanto, sebbene fra essi rientri anche il componente del Collegio dei Revisori dei Conti della Lega Nazionale Dilettanti, ciò non è di per sé sufficiente a renderlo destinatario delle previsioni del C.G.S., delle NOIF e di altre norme federali, se non è esattamente addebitata una condotta contraria all’ordinamento federale, infatti, essendo la responsabilità del revisore circoscritta, dall’art. 12 Regolamento LND, al dovere di diligenza del mandatario, alla verità delle attestazioni, alla conservazione del segreto e al rispetto del Regolamento di amministrazione, ne deriva che, anche alla stregua del principio di effettività ex artt. 24, 103 e 113 Cost., in caso di violazioni la sanzione dovrebbe trovare fondamento non già nel diritto sportivo interno all’ente, peraltro scarsamente afflittiva, ma nell’ambito dell’ordinamento statale, con estinzione del rapporto di mandato e risarcimento del danno per la lesione della posizione giuridica soggettiva rilevante dell’ente: in definitiva, il danno che sarebbe stato cagionato dal revisore in caso di condotta non conforme ai suoi doveri, non avrebbe rilevanza all’interno dell’ente, ma pregiudicherebbe il diritto soggettivo dell’ente stesso, che non potrebbe trovare rimedio in una sanzione afflittiva di natura sportiva endofederale (nella specie la Corte Federale d’Appello della FIGC aveva addebitato al Presidente del Collegio dei Revisori della LND e Presidente del Collegio Sindacale della LND Servizi S.r.l., la violazione del dovere di lealtà, correttezza e probità, di cui all’art. 1 bis CGS, per aveve posto i essere una condotta gestionale non in linea con l’attività di controllo a lui rimessa e oltretutto in conflitto di interessi).
[Armando Argano]

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